BDAV: la nuova Banca Dati Agenzie di Viaggio del Ministero del Turismo — cosa cambia per agenzie e tour operator
Il 10 luglio 2026, il Ministero del Turismo ha presentato alle principali associazioni del turismo organizzato la demo operativa della BDAV — Banca Dati Agenzie di Viaggio e Tour Operator. Non si tratta di un aggiornamento incrementale di un sistema esistente: è la sostituzione completa del portale INFOTRAV con una nuova piattaforma digitale pensata per raccogliere, aggiornare e rendere consultabili i dati di tutte le agenzie di viaggio e i tour operator autorizzati a operare sul territorio nazionale.
Il lancio della demo ha ottenuto un consenso unanime da parte delle associazioni di categoria — Fiavet, Assoviaggi, AIAV — che da tempo chiedevano uno strumento di questo tipo. Il motivo è semplice: l'abusivismo nel settore ha dimensioni tutt'altro che marginali, e una banca dati pubblica, verificabile e aggiornata è uno degli strumenti più diretti per contrastarla.
Cos'è la BDAV e cosa sostituisce
La BDAV rappresenta la nuova piattaforma digitale di riferimento per i servizi dedicati alle agenzie di viaggio, ai tour operator e agli operatori delle amministrazioni territorialmente competenti. La nuova piattaforma subentra al portale INFOTRAV — non più disponibile dall'8 luglio 2026 — le cui funzionalità sono progressivamente migrate nella BDAV, al fine di assicurare continuità ai servizi e favorire una gestione più ordinata e aggiornata delle informazioni relative al comparto.
In questa fase iniziale, prende avvio il popolamento graduale della banca dati, con l'attivazione delle funzionalità dedicate agli operatori degli enti territoriali competenti. Concretamente, gli operatori abilitati possono continuare a svolgere le attività già effettuate in precedenza attraverso il portale INFOTRAV, secondo le modalità e i profili di accesso previsti dalla nuova piattaforma BDAV.
La differenza rispetto al vecchio INFOTRAV non è solo tecnologica. Si tratta di un completo rifacimento che presenta importanti novità sotto il profilo della raccolta dei dati, con interfaccia con le Camere di Commercio e i Comuni. La BDAV raccoglierà solo le attività con codice ATECO 79.11, 79.12 e 79.1, escludendo strutturalmente quelle realtà che hanno approcciato il comparto con escamotage di dubbia validità.
È un discrimine netto: non si tratta di una semplice anagrafe, ma di un filtro strutturale che esclude chi opera fuori dai codici previsti dalla normativa.
Il codice identificativo nazionale: un obbligo con ricadute pratiche immediate
Il cuore operativo della BDAV è il codice identificativo nazionale. La piattaforma è destinata a raccogliere le imprese autorizzate e ad assegnare un codice identificativo nazionale che dovrà essere esposto obbligatoriamente in tutte le attività di comunicazione e promozione delle aziende iscritte.
Il nuovo sistema punta a rafforzare la trasparenza del mercato, agevolare il coordinamento tra le amministrazioni pubbliche e offrire ai consumatori uno strumento semplice per verificare la regolarità dell'operatore turistico prima dell'acquisto di un viaggio. Il codice identificativo dovrà comparire nei materiali pubblicitari, sui siti web e sui canali social delle agenzie e dei tour operator in possesso dei requisiti previsti dalla normativa.
Questo punto merita attenzione: l'obbligo non riguarda solo le comunicazioni istituzionali o i contratti, ma si estende a tutti i canali di promozione, inclusi i social media. È una modifica alle pratiche quotidiane di marketing e comunicazione che ogni agenzia regolare dovrà recepire non appena il sistema entrerà a regime.
Il presidente di Assoviaggi Confesercenti, Gianni Rebecchi, ha sottolineato la priorità della fase applicativa: "Adesso conta la fase applicativa: serve vigilare perché l'obbligo del codice arrivi anche sui canali social e sui siti web dove, oggi, una quota rilevante dei viaggi viene proposta e venduta."
Un'indicazione precisa su dove il rischio di elusione è più alto — e dove il controllo dovrà concentrarsi.
L'abusivismo: un problema da 38.000 operatori irregolari
La BDAV nasce in risposta a un problema quantificato, non a una preoccupazione astratta. Secondo il Report sulla Legalità di Fiavet-Confcommercio, si stimano circa 38.000 soggetti abusivi o non autorizzati, a fronte di circa 7.100 agenzie regolari. Il rapporto è di oltre cinque a uno: per ogni agenzia in regola operano più di cinque soggetti privi delle autorizzazioni previste dalla legge.
Secondo le stime dell'Ufficio Economico Confesercenti, per Assoviaggi le attività abusive rappresenterebbero fra l'11% e il 15% del mercato. Una quota che non è solo concorrenza sleale sul piano commerciale, ma comporta anche un rischio diretto per i consumatori che acquistano pacchetti o servizi da soggetti non assicurati, non iscritti ai fondi di garanzia e privi delle coperture previste dal Codice del Turismo.
La nuova banca dati è strutturata per garantire la trasparenza del mercato, la tutela della concorrenza, il coordinamento informativo tra le amministrazioni dello Stato e la sicurezza dei viaggiatori.
Per le agenzie regolari, l'adeguamento al nuovo sistema non è un onere: è un'opportunità di distinguersi. Il codice BDAV esposto sui canali di comunicazione funziona come un segnale di qualità verificabile, in un mercato dove la confusione tra operatori autorizzati e abusivi ha finora penalizzato chi rispetta le regole.
Il nodo dell'integrazione tra banche dati
Il punto più delicato non è la piattaforma in sé, ma la sua efficacia dipenderà dall'integrazione dei sistemi. Per garantire il successo della piattaforma sarà necessaria l'integrazione informatica tra le banche dati del Ministero del Turismo, dei singoli Comuni e delle Camere di Commercio.
È un prerequisito tecnico e burocratico non banale: i tre livelli — nazionale, camerale e comunale — hanno sistemi e processi diversi, e la progressiva migrazione dei dati richiederà tempo. Il da farsi necessario è ora demandato a una spedita integrazione tra le banche dati del Ministero, delle Camere di Commercio e dei Comuni per garantire l'auspicato funzionamento dello strumento.
Come valutano le associazioni di categoria
Il giudizio unanime delle associazioni è positivo, ma con un accento chiaro: la BDAV è un punto di partenza, non un traguardo.
Si tratta di un cambio di paradigma per il settore delle agenzie di viaggi e dei tour operator, come ritiene Giuseppe Scanu, vice presidente di Fiavet-Confcommercio. Il settore potrà disporre "di una banca dati nazionale unica, aggiornata e verificabile, capace di raccogliere in un unico sistema tutte le informazioni essenziali sugli operatori autorizzati". Scanu tiene a precisare che per le agenzie regolari "non significa un nuovo adempimento burocratico, ma uno strumento di qualificazione."
La distinzione è rilevante: non si aggiunge burocrazia alle agenzie che già rispettano i requisiti. Si crea, invece, un sistema che rende la loro regolarità visibile e verificabile da chiunque — consumatori, istituzioni, partner commerciali.
Fiavet-Confcommercio aveva a lungo sostenuto questa misura, e ne accoglie il lancio come un traguardo fondamentale che vede finalmente tradursi in realtà una misura strategica richiesta e sostenuta con forza a tutti i livelli istituzionali.
Il quadro si inserisce in una stagione comunque positiva per il turismo in Italia: secondo le stime di Assoturismo-CST (Centro Studi Turistici di Firenze per Confesercenti), ad agosto 2026 sono previsti oltre 96,7 milioni di pernottamenti sul territorio nazionale, con una crescita dell'1,1% rispetto allo stesso mese del 2025. Un mercato in crescita è anche più esposto al rischio di operatori irregolari che cavalcano la domanda senza rispettare le tutele previste per il consumatore.
Cosa cambia operativamente per le agenzie
Per le agenzie e i tour operator già in regola con le autorizzazioni, i passaggi pratici da tenere presenti sono i seguenti:
1. Iscrizione e codice identificativo La piattaforma è in fase di popolamento graduale. Le agenzie dovranno verificare la propria posizione nella BDAV e ottenere il codice identificativo non appena le funzionalità verranno attivate per gli operatori privati. In questa prima fase, l'attivazione riguarda principalmente gli enti territoriali.
2. Adeguamento dei materiali di comunicazione Il codice dovrà essere esposto su siti web, materiali promozionali e canali social. Non è un requisito formale di secondo piano: è il meccanismo tramite cui i consumatori potranno verificare la legittimità dell'operatore. Agenzie che non aggiornano i propri canali rischiano di non risultare verificabili, con ricadute sulla fiducia dei clienti.
3. Monitoraggio delle tempistiche di integrazione La piena operatività della BDAV dipende dall'integrazione con Camere di Commercio e Comuni. Le associazioni stanno seguendo questo processo: è utile mantenersi aggiornati tramite i canali di Fiavet, Assoviaggi e AIAV per conoscere le scadenze operative effettive.
4. Transizione da INFOTRAV a BDAV Il portale INFOTRAV non è più disponibile dall'8 luglio 2026: tutta l'operatività è transitata sulla nuova piattaforma BDAV. Le funzionalità vengono migrate progressivamente, ma il punto di accesso ai servizi è già, a tutti gli effetti, la BDAV. È opportuno familiarizzare con la nuova interfaccia senza attendere ulteriori scadenze.
Una misura attesa, ma che richiede attuazione concreta
La BDAV è una risposta strutturale a un problema strutturale. Il mercato del turismo organizzato italiano non aveva finora uno strumento unificato e verificabile per distinguere gli operatori autorizzati dai soggetti che operano senza le tutele previste dalla legge. L'assenza di questo registro aveva creato un vantaggio competitivo di fatto per chi evadeva gli obblighi di legge — in termini di costi, adempimenti e responsabilità verso i clienti.
La piattaforma, da sola, non risolve il problema: serve che l'obbligo di esporre il codice sia effettivamente controllato, che l'integrazione tra banche dati avvenga nei tempi previsti e che le sanzioni per chi non si adegua siano operative. Ma il presupposto tecnico-normativo ora esiste, e le associazioni di categoria hanno già indicato la direzione della fase successiva: vigilanza attiva sui canali digitali, dove si concentra la quota più rilevante delle vendite irregolari.
Per le agenzie regolari, il messaggio è netto: non è un adempimento in più, è un elemento di differenziazione. In un mercato dove sempre più clienti cercano garanzie prima di acquistare un pacchetto viaggio, poter indicare un codice pubblicamente verificabile è un valore concreto, non una formalità.