Maldive, TGST al 17% sui TO esteri e Azora-Nicolaus-Bluserena: due scossoni di ottobre per agenzie e tour operator
Ottobre 2026 ha portato due notizie che, per ragioni diverse, meritano attenzione operativa da parte di chi lavora nella distribuzione e nella produzione turistica italiana. La prima riguarda una modifica fiscale già in vigore: le Maldive hanno esteso la loro Tourism Goods and Services Tax al 17% ai tour operator stranieri, comprese le aziende senza sede stabile sull'arcipelago. La seconda è una mossa finanziaria ancora in fase di trattativa: il fondo spagnolo Azora sarebbe in procinto di rilevare il Gruppo Nicolaus, con l'obiettivo dichiarato di fonderlo con Bluserena — già di proprietà Azora dal 2021 — creando un polo verticalmente integrato nel turismo organizzato italiano.
Nessuna delle due è una notizia di colore. Entrambe hanno impatto diretto su margini, prodotti e relazioni commerciali.
Maldive: la TGST al 17% è già operativa per i tour operator esteri
Dal 1° ottobre 2026 le Maldive hanno esteso l'applicazione della Tourism Goods and Services Tax (TGST), con aliquota del 17%, anche ai prodotti turistici inbound e ai relativi servizi di intermediazione e prenotazione forniti da operatori esteri, inclusi i tour operator, anche in assenza di una sede operativa stabile nel Paese.
L'estensione del regime è stata introdotta attraverso l'Ottavo Emendamento alla normativa sulla Goods and Services Tax (GST) e riguarda i prodotti turistici inbound e i relativi servizi di intermediazione e prenotazione forniti da imprese estere, anche quando queste non dispongono di una sede operativa stabile alle Maldive.
Il punto critico non è solo l'aliquota in sé. È la tempistica. I tour operator avevano già negoziato contratti, pubblicato prezzi, assicurato disponibilità, distribuito prodotti attraverso i propri canali di vendita ed accettato prenotazioni dei clienti per la prossima stagione turistica, sulla base del quadro normativo esistente prima dell'adozione dell'Emendamento.
La guida del MIRA (Maldives Inland Revenue Authority) ha chiarito che una transazione conclusa prima del 1° ottobre può essere soggetta a GST qualora il momento della fornitura ricada in tale data o successivamente. In altri termini: i contratti firmati prima della norma possono comunque rientrare nel perimetro della tassa, se il servizio viene erogato dopo il 1° ottobre.
Cosa chiede ASTOI
Una novità che introduce nuovi obblighi fiscali e amministrativi per le imprese non residenti e sulla quale ASTOI Confindustria Viaggi ha chiesto un intervento alle autorità maldiviane. La posizione espressa dall'associazione è netta: le nuove disposizioni vanno abrogate e i tour operator non si iscriveranno al registro del MIRA. Non lasciano spazio a interpretazioni le due lettere spedite da ASTOI Confindustria Viaggi al governo maldiviano: la prima, del 7 settembre, indirizzata al Presidente della Repubblica delle Maldive e al Ministro del Turismo e dell'Aviazione Civile; la seconda, del 25 settembre, reiterata anche al MIRA.
Secondo ASTOI, le modalità di applicazione della nuova disciplina presentano diverse criticità operative, legate soprattutto alla registrazione fiscale, alla determinazione dell'imponibile e alla gestione delle transazioni lungo la filiera distributiva.
Il punto sulla determinazione dell'imponibile è particolarmente spinoso. I tour operator vendono pacchetti che combinano servizi turistici forniti alle Maldive con servizi forniti in altre giurisdizioni, tra cui voli internazionali, prodotti assicurativi, trasferimenti, servizi accessori e altre componenti del viaggio. Come si isola la quota maldiviana del pacchetto, ai fini del calcolo della tassa, non è una questione che il testo normativo risolve in modo chiaro.
L'introduzione dei nuovi obblighi fiscali ha suscitato la reazione delle associazioni di categoria di settore britanniche, spagnole e tedesche, segno che il problema non è solo italiano.
Impatto immediato su preventivi e margini
La percentuale della tassazione è persino più alta del margine operativo lordo che normalmente i tour operator conseguono. Un'affermazione che, se verificata nella pratica, renderebbe il prodotto Maldive non commerciabile alle condizioni attuali senza uno scarico del costo sul prezzo finale.
L'incertezza sul calcolo dell'imponibile rende al momento difficile quantificare con precisione il rincaro finale sui pacchetti. L'impatto effettivo dipenderà dalle modalità di determinazione della base imponibile — ancora non definite con chiarezza — e dalla capacità dei singoli operatori di assorbire o trasferire il costo aggiuntivo.
L'aumento dei costi e la maggiore complessità nella vendita della destinazione, unite all'incertezza normativa, influenzeranno la pianificazione dei prodotti, le decisioni di investimento e le attività promozionali dei tour operator e produrranno, nel tempo, conseguenze estremamente negative per l'intera economia turistica locale.
Per le agenzie la situazione è per ora in stallo: la prudenza suggerisce di non confermare nuove prenotazioni su Maldive per la stagione invernale 2026/2027 senza prima aver verificato con il proprio tour operator di riferimento come intende gestire il surcharge. Il dialogo con ASTOI e le autorità maldiviane è aperto, ma non c'è ancora una risposta formale.
Azora-Nicolaus-Bluserena: nasce un polo verticalmente integrato nel turismo italiano?
L'altra notizia del mese riguarda un'operazione straordinaria che, se confermata, ridisegnerebbe in modo significativo l'offerta di villaggistica e tour operating in Italia.
Il fondo Azora rileva il controllo del Gruppo Nicolaus dei fratelli Pagliara. La transazione prevederebbe 22 milioni di euro in contanti, oltre all'accollo di 57,7 milioni di debiti.
Il Gruppo Nicolaus ha chiuso il 2025 con un fatturato di 173 milioni di euro, dei quali circa 139 milioni generati dal tour operating. Per il 2026 è atteso un giro d'affari aggregato nell'ordine dei 175 milioni di euro.
La due diligence è attualmente in corso, ma la trattativa è già considerata decisiva per consolidare la presenza di Azora nel segmento hôtellerie-resort italiano. Al momento non risultano comunicazioni ufficiali di Azora o Nicolaus che confermino il perfezionamento dell'operazione.
Il progetto: tour operating + gestione alberghiera sotto un unico tetto
L'acquisizione di Nicolaus sarebbe solo il primo passaggio. L'obiettivo sarebbe quello di fondere Nicolaus e Bluserena e costruire un unico polo del turismo con due società che nel tempo hanno sviluppato "anime" complementari: tour operating e gestione alberghiera.
Al momento, tra quelle di proprietà e quelle in gestione, il Gruppo Nicolaus ha in portafoglio 36 strutture: 16 a brand Valtur e 20 come Nicolaus Club. Da parte sua, Bluserena ha oggi 13 strutture tra hotel e resort in Italia, distribuite tra Sardegna, Puglia, Sicilia, Calabria, Abruzzo e Piemonte.
Bluserena accoglie ogni anno più di 1,2 milioni di ospiti.
Azora potrebbe creare una piattaforma verticalmente integrata capace di controllare una parte più ampia della filiera turistica, dalla gestione delle strutture alla costruzione del prodotto, fino alla distribuzione attraverso il mercato organizzato.
Il profilo di Azora in Italia non è improvvisato. Il fondo aveva, lo scorso mese di luglio 2026, aperto la sede in Italia dichiarando l'intenzione di rafforzare l'impegno sul mercato tricolore, con un piano di investimento da 1,5 miliardi di euro in diversi segmenti del mercato immobiliare — hotellerie, alloggi per studenti, residenziale e data center.
Cosa cambia per le agenzie di viaggio
Per chi vende oggi prodotto Nicolaus Club, Valtur, Raro o Turchese — o ha accordi di allotment con Bluserena — la fusione ha implicazioni concrete, anche se i tempi non sono ancora definiti.
Concentrazione dell'offerta. Un soggetto unico che controlla tour operating e strutture riduce il numero di interlocutori per la negoziazione dei contratti. In un mercato già segnato dalla pressione dei canali diretti degli hotel e delle OTA, un polo produttivo integrato può acquisire un potere negoziale più elevato rispetto alle agenzie distributrici.
Identità dei brand. Il perimetro dei marchi coinvolti — Nicolaus Club, Valtur, Raro, I Viaggi del Turchese, Bluserena — è ampio e rivolto a segmenti di clientela diversi. Non è detto che la fusione implichi immediata omologazione del prodotto, ma un riposizionamento del portafoglio è atteso: dalla stagione 2026 Bluserena ha già introdotto nuove formule Soft Inclusive, All Inclusive e Ultra Inclusive, segnale di un processo di standardizzazione già avviato.
Stabilità delle condizioni commerciali. La fase di transizione — trattativa in corso, due diligence, eventuale closing — è tipicamente un periodo di incertezza per chi ha contratti aperti con le parti coinvolte. Le agenzie con accordi attivi farebbero bene a monitorare le comunicazioni dei rispettivi TO e a verificare la validità delle opzioni e degli allotment già confermati.
Il quadro di ottobre: un mese di discontinuità
Messi uno accanto all'altro, i due fatti dicono qualcosa di più del loro perimetro specifico.
Da un lato, una destinazione-simbolo del lungo raggio come le Maldive introduce un prelievo fiscale che non ha precedenti nella sua applicazione extraterritoriale ai tour operator, aumentando i costi di prodotto in un segmento (lusso, lungo raggio) che era rimasto relativamente stabile nella domanda. Dall'altro, il turismo organizzato italiano — che secondo ASTOI Confindustria Viaggi varrà complessivamente 11,3 miliardi di euro a fine 2026, di cui 4,3 miliardi riconducibili al tour operating — vede emergere un soggetto industriale di dimensioni inedite nella fascia villaggi-resort.
La spesa media per passeggero si attesta intorno ai 1.600 euro, con differenze significative in funzione della destinazione, mentre l'anticipo della domanda si polarizza: aumentano le prenotazioni con forte advance booking e quelle effettuate negli ultimi 30 giorni prima della partenza, mentre si rileva una contrazione degli ordini tra i 90 e i 30 giorni.
In un mercato che fatica ancora a trovare un ritmo stabile di booking — come documenta l'Osservatorio ASTOI presentato al TTG Travel Experience di ottobre — ogni variazione delle condizioni di prodotto ha effetti amplificati. I tour operator che assorbono la TGST senza adeguare i listini comprimono ulteriormente i margini. Chi la trasferisce sui prezzi rischia di spostare la domanda su destinazioni concorrenti. Per le agenzie, questo significa che i preventivi Maldive aperti nelle ultime settimane potrebbero già non corrispondere alle condizioni che il proprio TO riuscirà a garantire.
Cosa monitorare nelle prossime settimane
Entrambe le situazioni sono in evoluzione e richiedono un presidio attivo.
Sulla TGST maldiviana:
- Verificare con il proprio TO di riferimento se ha emesso comunicazioni aggiornate sui prezzi per la stagione invernale 2026/2027.
- Chiedere conferma esplicita su come viene trattato fiscalmente un contratto firmato prima del 1° ottobre per soggiorni successivi a tale data.
- Seguire gli aggiornamenti di ASTOI, che ha aperto un dialogo con le autorità maldiviane e con il Ministero del Turismo italiano.
Su Azora-Nicolaus-Bluserena:
- Non ci sono ancora comunicazioni ufficiali che confermino il closing dell'operazione. Le agenzie con accordi in essere con Nicolaus o Bluserena non devono aspettarsi cambiamenti immediati, ma è opportuno verificare la validità delle condizioni contrattuali correnti.
- Tenere d'occhio eventuali annunci di riorganizzazione della rete commerciale, che di solito seguono le operazioni straordinarie di questo tipo nei mesi successivi al closing.
In entrambi i casi, il consiglio operativo è lo stesso: non aspettare comunicazioni spontanee, ma attivarsi proattivamente con i propri interlocutori di filiera. Chi lavora con un gestionale che centralizza lo storico delle prenotazioni, gli allotment attivi e la documentazione dei contratti per fornitore è avvantaggiato: la tracciabilità delle condizioni commerciali vigenti è il primo strumento per valutare l'esposizione a queste variabili.