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Fattura elettronica via PEC in TripMaster: recapito garantito anche senza codice SDI

Laptop con interfaccia di fattura elettronica e icona di recapito via PEC, in un ambiente ufficio moderno ed elegante.

Nella fatturazione elettronica quotidiana delle agenzie di viaggio, un problema ricorrente e sottovalutato si presenta quando si emette una fattura verso un cliente — o si genera un'autofattura — e non si dispone di un codice SDI valido. Il documento viene trasmesso al Sistema di Interscambio, ma se il campo destinatario è compilato con "0000000" senza ulteriori indicazioni, la fattura viene depositata nel cassetto fiscale del destinatario senza alcuna notifica attiva. In pratica: la fattura esiste, ma il cliente potrebbe non accorgersene per giorni o settimane.

TripMaster introduce con la release di agosto 2026 la gestione nativa del recapito via PEC per le fatture elettroniche, con un campo dedicato nella scheda cliente della fattura, importazione automatica dall'anagrafica e copertura anche per le autofatture nei casi in cui l'azienda non disponga di codice univoco.


Il problema: cosa succede davvero quando manca il codice SDI

La fattura elettronica è obbligatoria per tutte le operazioni B2B e B2C soggette a SDI. Il documento deve essere in formato XML e transitare attraverso il Sistema di Interscambio, che ne verifica la correttezza formale e lo recapita al destinatario. Il "dove" lo stabilisce il codice destinatario a sette caratteri oppure — in alternativa — la PEC del ricevente.

Le due situazioni problematiche più frequenti per un'agenzia di viaggio o un tour operator sono:

1. Il cliente non ha comunicato un codice SDI. Non tutti i soggetti con partita IVA hanno attivato un canale telematico dedicato. In questi casi la prassi corretta è inserire il codice convenzionale "0000000" nel campo CodiceDestinatario e compilare il campo PECDestinatario con l'indirizzo PEC del cliente: lo SDI recapita allora la fattura direttamente alla sua casella di posta certificata.

2. L'autofattura per provvigioni verso un'agenzia partner che non ha codice univoco. Nella filiera turistica capita di emettere autofatture per commissioni e provvigioni verso controparti strutturate come agenzie indipendenti o piccoli operatori che non hanno mai attivato un codice SDI. Il meccanismo di recapito è identico: si usa "0000000" + PEC.

Il punto critico non è normativo — la procedura è consolidata e le specifiche tecniche SDI la prevedono esplicitamente — ma operativo: la PEC del cliente deve essere disponibile nel momento in cui si compila la fattura, deve essere quella giusta, e non deve essere confusa con una email ordinaria o con la PEC aziendale interna dell'agenzia emittente.

Nelle agenzie che gestiscono decine o centinaia di pratiche al mese, la ricerca manuale dell'indirizzo PEC per ogni cliente privo di SDI è una fonte costante di ritardi, errori di digitazione e fatture che vanno in errore o — peggio — vengono trasmesse con "0000000" senza PEC, finendo nel cassetto fiscale senza preavviso.


Cosa introduce TripMaster

Con l'aggiornamento di agosto 2026, TripMaster aggiunge il supporto strutturato alla trasmissione via PEC in tre punti del flusso di fatturazione:

Campo PEC dedicato nella scheda cliente della fattura

Nella maschera di compilazione della fattura elettronica è ora presente un campo esplicito per la PEC del destinatario, distinto dal campo email ordinario. Questo campo non è un campo libero generico: è tipizzato come indirizzo PEC e viene usato dal motore di trasmissione SDI esclusivamente quando il codice destinatario è "0000000", ovvero quando il cliente non ha un canale telematico registrato.

Importazione automatica dall'anagrafica

Se l'anagrafica cliente in TripMaster contiene già la PEC (campo presente nella scheda cliente del gestionale), il dato viene importato automaticamente nel documento in fase di creazione della fattura. L'operatore non deve cercare il dato: compare già precompilato e può essere confermato o modificato manualmente se necessario.

Questo meccanismo riduce drasticamente la probabilità di errore: la PEC viene inserita una volta sola nell'anagrafica — tipicamente al momento dell'acquisizione del cliente — e da quel momento si propaga su tutti i documenti senza ulteriori interventi.

Copertura delle autofatture senza codice univoco

La stessa logica si applica alle autofatture che TripMaster genera automaticamente nell'ambito della fatturazione 74-ter: quando l'azienda destinataria dell'autofattura (ad esempio un'agenzia partner per cui si gestisce l'autofattura di provvigione) non dispone di codice univoco, TripMaster usa la PEC registrata in anagrafica per il recapito via SDI.


Come funziona nella pratica: tre scenari d'uso

Scenario 1 — Cliente B2B senza codice SDI attivo

Un tour operator emette una fattura 74-ter verso un'agenzia intermediaria che non ha mai registrato un codice destinatario SDI. L'operatore apre la pratica in TripMaster, avvia la generazione della fattura: il campo CodiceDestinatario è già impostato su "0000000" (perché nell'anagrafica non è presente un codice SDI) e il campo PECDestinatario viene popolato automaticamente con la PEC dell'agenzia ricevente. L'operatore verifica, conferma, e invia. Lo SDI recapita il documento direttamente alla casella PEC del destinatario con notifica attiva.

Scenario 2 — Cliente privato che ha comunicato la propria PEC

Una coppia in viaggio di nozze acquista un pacchetto tour operator. Sono due persone fisiche, non hanno partita IVA, ma hanno comunicato la loro PEC personale per ricevere i documenti in modo tracciato. L'operatore registra la PEC nell'anagrafica cliente: al momento dell'emissione della fattura, TripMaster la importa automaticamente nel documento. La fattura transita via SDI con "0000000" + PECDestinatario, e la coppia riceve la notifica direttamente nella casella certificata.

Senza questo meccanismo, la fattura sarebbe finita nel cassetto fiscale dell'Agenzia delle Entrate: tecnicamente corretta, ma di fatto invisibile per il cliente finale fino al suo prossimo accesso al portale.

Scenario 3 — Autofattura provvigioni verso agenzia senza codice univoco

Un'agenzia di viaggio aderisce al modello 74-ter e genera autofatture per le provvigioni riconosciute a un consulente di viaggio esterno che lavora come ditta individuale in regime semplificato, senza codice destinatario SDI. TripMaster identifica l'assenza del codice univoco nell'anagrafica del consulente, usa "0000000" e recupera la PEC dalla scheda. L'autofattura viene trasmessa correttamente senza nessun intervento manuale aggiuntivo da parte dell'operatore.


Perché è rilevante per le agenzie di viaggio

Le agenzie di viaggio e i tour operator hanno una struttura di clienti più eterogenea rispetto ad altri settori B2B. Nella stessa giornata operativa possono emettere fatture verso:

  • agenzie partner strutturate con codice SDI
  • clienti privati (B2C) che non hanno canali telematici
  • consulenti e agenti esterni con configurazioni SDI variabili
  • fornitori verso cui si emettono autofatture provvigionali

Questa varietà rende la gestione manuale della PEC un punto di attrito quotidiano. Il rischio non è solo di perdere tempo: una fattura trasmessa con "0000000" senza PEC raggiunge il cassetto fiscale del destinatario ma senza notifica diretta. In contesti di forte stagionalità — con picchi di emissione concentrati su poche settimane — il rischio che il cliente non abbia contezza della fattura emessa può generare problemi di incasso, contestazioni e rielaborazioni.

Il nodo dell'autofattura è altrettanto rilevante sul piano della compliance: nella fatturazione 74-ter, il ciclo Cliente/Fornitore/Beneficiario produce documenti con caratteristiche tecniche precise. L'autofattura di provvigione verso un soggetto senza codice univoco è una casistica tutt'altro che rara, e richiede che il campo PEC sia corretto e presente nel documento XML trasmesso allo SDI.


Cosa cambia nel lavoro quotidiano

L'impatto operativo di questa funzione è concentrato in due momenti:

Al momento dell'acquisizione cliente. È sufficiente inserire la PEC nell'anagrafica una volta sola. TripMaster si occupa di portarla nei documenti ogni volta che è necessaria. Chi ha già clienti in anagrafica può aggiornare il campo PEC progressivamente, prioritizzando i clienti abituali o quelli noti per non avere un codice SDI attivo.

Al momento dell'emissione della fattura. Il campo PEC nel documento è visibile e modificabile: l'operatore ha sempre la possibilità di correggere o sovrascrivere il dato proveniente dall'anagrafica, se per quella specifica fattura il destinatario ha indicato un indirizzo diverso. La trasparenza del campo — rispetto a logiche "nascoste" che gestirebbero il dato in background — permette anche di verificare rapidamente che il recapito sia corretto prima dell'invio allo SDI.

Il flusso di trasmissione resta quello standard: la fattura viene generata in XML da TripMaster, trasmessa allo SDI con il canale integrato, e lo SDI gestisce il recapito alla PEC indicata. Nessuna operazione manuale intermedia.


Una nota sulla compliance

La procedura "0000000 + PECDestinatario" è prevista dalle specifiche tecniche SDI dell'Agenzia delle Entrate e consolidata nella prassi operativa. Non si tratta di una soluzione alternativa o workaround: è il meccanismo ufficiale per il recapito diretto via posta certificata quando il destinatario non ha un canale telematico registrato.

La novità introdotta da TripMaster non cambia le regole — le regole esistono già — ma le rende applicabili in modo automatico e affidabile all'interno del flusso di fatturazione del gestionale, senza richiedere all'operatore di conoscere i dettagli tecnici del tracciato XML o di intervenire manualmente sui campi del documento.

Chi vuole verificare il comportamento della funzione sulle proprie pratiche può contattare il supporto TripMaster per una sessione di configurazione dell'anagrafica clienti.